Per il visitatore che giunge a Mombaroccio è d'obbligo una tappa al santuario del Beato Sante (2 Km da Mombaroccio), faro di spiritualità e scrigno d'arte e di cultura.
Di notevole interesse la Chiesa e il Chiostro del 1536-1538 con il suo austero quadriportico e archi a tutto sesto.
La chiesa presenta all'interno un crocifisso (tempera su tavola) riferito dal Serra a "scuola senese" del XV secolo, tele e affreschi.
In un'urna settecentesca in legno dorato è stato posto il corpo del Beato Sante Brancorsini.
Nel Santuario inoltre esiste una pinacoteca.
Numerosi sono anche i musei che uniscono alla particolarità degli oggetti in esposizione, anche la suggestività dei locali.
Note su Sante Beato Brancorsini
Figlio di Giandomenico ed Eleonora Ruggeri, nacque a Montefabbri (Urbino) nel 1343 e fu battezzato con il nome di Giansante.
Frequentò le scuole superiori in Urbino ma poi scelse la carriera militare.
A 20 anni per difendersi dall' assalto di un suo parente, lo ferì in modo mortale con la spada .
Sconvolto per l’involontaria uccisione lasciò la vita militare e si ritirò nei Frati Minori come semplice converso (1362), nel convento di Montebaroccio.
Visse una vita di penitenza ed umiltà e tanta devozione per la s. Messa, la Vergine e l’Eucaristi
Ebbe il compito di maestro dei novizi.
Per accentuare la sua espiazione chiese a Dio di soffrire i dolori patiti dal suo parente nello stesso punto cui l’aveva colpito.
Infatti una piaga si aprì alla gamba destra dalla quale non guarì più.
Morì nel 1394 con fama di santità e con vari prodigi avvenuti dopo la sua morte.
Nel 1769, circa 400 anni dopo, perseverando la sua fama di santità, l’arcivescovo di Urbino fece una ricognizione delle spoglie e le fece sistemare in una cappella a lui intitolata.
Nel 1770 papa Clemente IV ne approvò il culto e la Congregazione dei Riti il 22 settembre 1822 l’estese alle Diocesi di Pesaro, Urbino e Fano.
La sua festa ricorre il 14 agosto.
Note di: Antonio Borrelli